Il Bangladesh in Italia

Benvenuti all'Istituto Italiano di Cultura Bengalese
II ANNIVERSARIO fondazione BCII: L'Istituto Di Cultura Bengalese in Italia (BCII) ringrazia tutti gli amici che hanno ricordato con messaggi e telefonate il 2° Anniversario dell'Istituto. Il BCII è stato inaugurato l'1 settembre del 2007, per la diffusione della lingua e della cultura del Bangladesh, in Italia e nel mondo.

L'Istituto di Cultura Bengalese in Italia è lieta di celebrare il II Anniversario dell'Istituto.


Il BCII è stato fondato il I settembre del 2007 e ancora oggi continua la sua attività, volta alla diffusione della lingua e della cultura del Bangladesh, in Italia e in tutto il mondo, con grande entusiamo.

Il BCII ringrazia di cuore tutti gli amici che hanno dimostrato ancora una volta il loro supporto all'Istituto.



Tanti auguri BCII !!

La Bandiera del Bangladesh...simbolo nazionale!


È stata adotta ufficialmente a partire dal 17 gennaio 1972.
Nasce dall’adattamento di un’altra bandiera, che era simile ed era stata adotta durante la Guerra di Liberazione del Bangladesh nel 1971.

Nella bandiera del Bangladesh vi è un cerchio rosso su una superficie verde. La bandiera fu issata per la prima volta nel 1971 presso il campus universitario della celebre università di Dhaka.

Shaheed Minar, monumento nazionale del Bangladesh

Lo Shaheed Minar è un monumento nazionale situato a Dhaka, in Bangladesh, realizzato per commemorare i martiri del movimento per la conservazione della lingua madre nel 1952. (Shaheed significa martire).

La Giornata Internazionale della Lingua Madre fu proclamata dall’Unesco il 21 febbraio del 2000, e viene celebrata ogni anno, in questa data, negli Stati Membri e alla Sede dell’Unesco allo scopo di promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo.




Tale giornata consacra il riconoscimento del Movimento per la Lingua commemorato in Bangladesh con la Giornata del Movimento per la Lingua dal 1952, quando la polizia e l’esercito dello stato pachistano, che occupava allora il Bangladesh, aprirono il fuoco sulla folla dei parlanti il bengali e che manifestavano per i loro diritti linguistici a Dhaka.

In Bangladesh il 21 Febbraio si depongono dei fiori al Shaheed Minar (cioè il Monumento ai Martiri). Si comprano e regalano braccialetti di vetro. Si cucinano dei piatti speciali e si organizzano delle feste. Si organizzano gare letterarie e a premi. È il momento della celebrazione della lingua e della cultura del BD. Si tratta di un giorno di festa nazionale, il Dibôsh, o Shaheed Day. Negli altri paesi, invece, non si tratta di una festa nazionale e quindi la vita sociale non ne è influenzata.


In Italia, ogni anno, le comunità bangladesi organizzano i festeggiamenti della Giornata Internazionale della Lingua Madre. Per esempio, anche quest'anno il BCII ha organizzato a Roma la celebrazione di quest'importante ricorrenza nella notte del 20 febbraio 2009. E' stato eretto un monumento simbolico che ricordasse lo Shaheed Minar e allo scadere della mezzanotte si è effettuata la cerimonia di deposizione dei fiori in ricordo di tutti coloro che hanno perduto la loro vita per la difesa e la conservazione della propria lingua.





















Doel - Uccello nazionale del Bangladesh


Il doel o doyel è l'uccello nazionale del Bangladesh. E' uno dei simboli di questo meraviglioso paese, amatissimo dalla sua gente;
tanto da dedicargli addirittura una bellissima piazza (che appunto si chiama Doyel Chatwar ) e che si trova a Dhaka, la capitale del Bangladesh.


Versione inglese: http://bcii-en.blogspot.com/2009/06/doel-or-magpie-robin.html

Mehndi è il nome hindi per una pianta di media grandezza dai fiori bianchi che cresce in Nord Africa, in Medio Oriente, in India e nel Sud Est Asiatico.
Per secoli questa pianta è stata impiegata per la tintura di cotone, lana e seta e continua ad essere molto popolare come tinta per capelli e come colore per decorazioni sul corpo, soprattutto su mani e piedi. Il suo nome arabo, hinna, poi henné. In italiano hennè.

Nei matrimoni islamici, ebrei spagnoli ed indù le spose e a volte anche gli sposi sono decorati con disegni di buon auspicio. In alcuni luoghi è credenza che la maggiore profondità del colore dell'hennè determini la maggiore felicità della nuova unione.

Sebbene sia più frequente che solo la mano della sposa sia decorata con l'hennè, in certe regioni del Bangladesh e del Kashmir anche le mani dello sposo sono decorate con motivi esclusivamente adatti agli uomini.

Shari e accessori

È un di tessuto di seta o di cotone, lungo circa sei metri e che si porta avvolto intorno ai fianchi e drappeggiato sulla spalla sinistra. Viene indossato fermando un’estremità alla sottogonna, si forma un mazzo di pieghe e poi lo si drappeggia intorno al corpo facendolo passare sul dorso a coprire il seno e poi ricadere dalla spalla sinistra. La parte finale detta pallu, è la parte più riccamente decorata e viene a volte fatta passare sul capo.





Altro elemento indispensabile per indossare correttamente uno shari è il choli, la blusa aderentissima che copre il seno lasciando scoperta la vita, talvolta con ampie scollature sulla schiena, ma sempre rigorosamente fatto su misura come se fosse una seconda pelle. Il choli spesso è un blouse, corto corpetto che si ferma subito sotto lo sterno.




Il sari non ha cuciture di sorta e non richiede bottoni, lacci, elastici, fibbie, cinture di alcun genere perché si indossa ripiegando la stoffa su se stessa come in un origami. Gli stili del drappeggio possono essere diversi.




Un altro accessorio importante da acquistare con il sari è una sottogonna di cotone, sempre in nuance, con chiusura a coulisse in vita. È in questa che si infilano e si fissano le pieghe del sari, proprio sotto l'ombelico.




Il colore o la stampa di un sari è scelto accuratamente a seconda dello stato civile e dell'età della signora. Per le spose il rosso è il colore preferito. Le tinte unite e i colori della terra sono invece più adatti alle signore in età. Il primo sari viene donato alle ragazze al raggiungimento della pubertà, con una cerimonia festosa che coinvolge famiglia ed amici.




I sari del Bengala, i baluchari, presentano decorazioni di richiamo epico, soprattutto dal Ramayana, solamente sul bordo e sul pallu, rendendoli simili a degli arazzi.
Il sari è anche un meraviglioso tessuto che trova mille applicazioni nell’arredamento.




Quando si indossa il sari bisogna fare moltissima ttenzione anche agli accessori e ai particolari. Bisogna scegliere nelle varie nuances di colore che si addattino a quello del sari: i braccialetti detti churi, la collane e gli orecchini, i sandali da portare ai piedi, la borsetta, le cavigliere e altre decorazioni come i bellissimi bindi.
In grande conto sono tenuti gli orecchini, la gemma sulla narice, gli anelli, infilati anche alle dita dei piedi, e, importantissime, le cavigliere, che sono rigorosamente gemelle e portate piuttosto larghe, in modo che i pendagli o le catenelle che le adornano cadano quasi sul collo del piede.




Poi, altro elemento importantissimo è il trucco.
Il trucco può essere anche molto elaborato, arricchito con disegni all'hennè sulle mani e sui piedi, ma comprende come minimo il notissimo kajal e molto spesso il "terzo occhio" disegnato o incollato sulla fronte, di colore blu, rosso, giallo o nero. Il terzo occhio si chiama bindi, appunto.
Come tocco finale, sui capelli, neri, lunghi, lisci e variamente raccolti, si appoggia una collana di fiori di gelsomino.
Tipi diversi di bindi:

La spiaggia di Cox's Bazar



Cox's Bazar (in bengalî kôksho bajar o kôks bazar), è una città, un porto peschereccio, e anche una stazione termale, all’estremo sud-est del Bangladesh, vicino Chittagong. Prima questa città si chiamava Pengwa (fiore giallo), ma adesso deve il suo nome al capitano Cox, un ufficiale dell’Esercito Britannico del XVII sec. Ai tempi dell’India britannica.La città è famosa soprattutto per la sua spiaggia.
La spiaggia di Cox's Bazar è la spiaggia più lunga del mondo : si estende per ben 120 km e resta la maggiore attrazione turistica del Bangladesh. Si tratta di una lunghissima spiaggia di sabbia che inizia in prossimità della foce del fiume Bakkhali fino a Teknaf. La spiaggia si può raggiungere da Chittagong in macchina, in treno o in aereo. La spiaggia è meta soprattutto dei bangladesi, ma la presenza di turisti stranieri si nota sempre di più. La spiaggia principale si trova di fronte la città di Cox's Bazar e si chiama Laboni.
Poi, a circa 18 km a sud della città si trova Himchhari, un luogo dove si è soliti fare dei picnic. E ancora, la spiaggia Inani, a 35 km a sud della città. Inani è una lunga spiaggia di sabbia bianca, meno frequentata rispetto alle altre spiagge e nelle sue acque non ci non squali o pescecani. I bagnanti, anche se in tenuta poco appariscente, soprattutto se donne, saranno osservati con curiosità dagli abitanti del posto e dai vacanzieri locali. Le donne del Bangladesh che nuotano (è molto raro vederne) lo fanno indossando un largo shalwa kameez.
Poi vi è anche una piccola isola dal nome Moheshkhali in cui vi sono delle colline e delle foreste di mangrovie. Vi è anche un tempio indù dedicato a Shiva.
Invece nell’isola di Sonadia l’attrazione maggiore sono i granchi dalla testa rossa.
Molto bella è anche l’Isola di Saint Martin a circa 9 km a sud della penisola di Teknaf. In questa isola si possono ammirane: il mare di un blu cristallino, il corallo, i granchi, gli alberi di noce di cocco, le perle e le bellissime tartarughe di mare, che purtroppo sono ormai minacciate.
Vi è ancora Bandarban, a circa 3 ore di macchina da Cox's Bazar, località vicina al più grande tempio buddista del Bangladesh, il Buddha Dhatu Jadi e anche alla bellissima cascata detta Shoilo Propat. Infine, bisogna citare anche Rangamati, città buddista che ospita un bellissimo lago artificiale, il lago Kaptai, e che è famosa per la bellezza dei suoi paesaggi.